NATURA

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d’Italia noto a livello nazionale. Ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie, si estende prevalentemente in territorio montano, sconfinando nelle valli del Giovenco e in Val di Comino. E’ il cuore più integro della dorsale appenninica, dove da oltre ottant’anni il divieto di caccia e di taglio indiscriminato hanno preservato l’ambiente rendendolo così simile a quello che c’era prima delle grandi trasformazioni territoriali dell’ultimo secolo. Parco per antonomasia, dove gli escursionisti, possono davvero incontrare ed ammirare alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti come il lupo, il camoscio d’Abruzzo ed l’orso bruno marsicano A meno di un’ora dal Relais si trova l’incantevole paese di “Pescasseroli” dove è presente la sede principale del parco con il suo zoo nonché la “Camosciara”, itinerario ideale per l’avvistamento delle specie del parco.

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Lago di Cardito

Sorge in una conca verdissima a 900 metri ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo. La tranquillità e l’aria fresca e salubre lo rendono meta ideale di gite familiari e di pescatori dalla primavera inoltrata al primo autunno. Il bacino è ampiamente popolato da cavedani e carpe, alborelle, tinche e persiche reali, non manca neanche l’ambita trota fario. Oltre alle passeggiate a piedi o in mountain bike si segnalano corsi di canoa e volo con il parapendio. Nei dintorni meritano una visita il grazioso paesino di origine sannitica San Biagio Saracinisco dove si possono ammirare molti resti archeologici e Vallerotonda minuscolo paese di origini medioevali particolarmente suggestivo durante le feste carnevalizie quando sflilano carri allegorici e vengono organizzati antichi giochi popolari.

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Gole della Melfa

Il suggestivo e selvaggio solco delle Gole del Melfa e la sua sorgente nella valle di Canneto. Rappresenta uno dei lati di un triangolo ai cui vertici troviamo Arpino, Casalvieri e Santopadre, tre paesini caratteristici, ricchi di storia e di archeologia, accoglienti ed incantevoli. Le Gole del Melfa comprendono un territorio di alta collina piacevolissimo da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo; un territorio che alterna continuamente fitti boschi, campi coltivati, brulle pietraie, fiumi, torrenti e pascoli, e dove è possibile ammirare panorami mozzafiato. La Valle di Canneto, dove sorge il fiume Melfa affluente del Liri, fitta di boschi prevalentemente di faggio, nella sua parte più alta è zona di riserva integrale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Rappresenta una propaggine della Valle di Comino incuneata tra i contrafforti del Massiccio del Meta, e costituisce un percorso naturale dall’area laziale del bacino del Liri verso il bacino del Sangro, in Abruzzo, e, attraverso l’altopiano del Meta, verso il bacino del Volturno in Molise. Questa posizione ottimale come via di transito ha fatto sì che la valle assumesse fin dall’epoca pre-romana un ruolo importante per la confluenza e gli scambi delle popolazioni di ambedue i versanti dell’Appennino: ruolo accentuato dalla presenza di miniere di ferro.

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Parco dei Monti Aurunci

Gli Aurunci, vere montagne con vista mare custodiscono un patrimonio botanico, floristico in particolare, di eccezionale valore. Oltre 50 sono le specie di orchidee selvatiche rinvenute nel parco, con fioritura prevalente da aprile a giugno. Bellissimo l’itinerario che sovrasta il Golfo di Gaeta con splendidi panorami tra mari e monti.

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Riserva Naturale - Lago di Posta Fibreno

“Amo questa salubrità ed amenità. Specialmente da quando sono qui giunto non mi posso saziare di tanta meraviglia.” Questo scrisse Cicerone riferendosi al Lago Fibreno oltre duemila anni fa. A pochi minuti di auto dal Relais, c’è uno scrigno dove la natura ha ancora i suoi colori e i suoi profumi. Sono quelli delle piante, delle luci e degli animali che vivono nel lago e nel fiume Fibreno. Qui, nel versante laziale del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, proviene la ricchezza dell’acqua limpidissima sempre fresca ed abbondante tutto l’anno, addirittura più fluente proprio in luglio ed agosto quando è ancora più preziosa… La Riserva Naturale offre ai turisti la possibilità di ammirare le bellezze del posto attraverso i quattro percorsi dei sentieri natura, nonché l’isola galleggiante, il Mulino ad acqua ed il piccolo Museo.

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Grotte di Pastena

Le Grotte di Pastena rappresentano una straordinaria creazione geologica del centro Italia. Poste in fondo ad una vallata carsica, si estendono per 880 metri.
Le sue rocce risalgono all’era mesozoica ed hanno un’età compresa tra gli 80 ed i 50 milioni di anni. La parte visitabile si estende per circa 1 km ed offre la visione di splendide sale adornate da stalattiti e stalagmiti: Sala dei Pipistrelli, delle Colonne, delle Meraviglie, del Monte Calvario, del Lago Blu e dell’Occhialone.

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Lago di Canterno

E’ il maggior lago carsico del Lazio, situato a 538 metri di quota in piena Ciociaria tra la piana di Fiuggi e le colline. L’atmosfera di questo piccolo bacino naturale è stata da qualcuno paragonata all’aria fatata che avvolge le highlands scozzesi: immagini di elfi e leggende medioevali che riaffiorano dalla memoria come dalle acque calme di questo lago. Questo territorio è un vero e proprio invito a praticare attività outdoor quali passeggiate in mountain bike, escursioni a cavallo, pesca sportiva e birdwatching. Protetto dall’omonima Riserva Naturale, le sue acque ospitano specie ittiche quali tinche, carpi, anguille, persico reale. Si possono ammirare l’airone cenerino, la garzetta, la gallinella d’acqua e rapaci quali la poiana, lo sparviero ed il gufo reale. Da qui si può visitare la vicina Fumone borgo medioevale arroccato con le sue botteghe di prodotti tipici preparati e confezionati con cura e passione.

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Cascate dei Liri

Il Fiume Liri attraversa la cittadina di Isola del Liri, dividendosi in due bracci e formando un’isola, ed entrambi questi bracci formano un salto. La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume, ed è alta circa 27 metri: una delle poche cascate a trovarsi nel centro storico di una città.
La Cascata del Valcatoio, formata dal braccio di destra del fiume, è meno spettacolare della prima anche perché le sue acque sono irregimentate e captate per alimentare un impianto di produzione elettrica. Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri.

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